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Impressioni 15 luglio 2016 · lettura 1 min · 1858 letture

Ode alla bicicletta

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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La velocità è quella più giusta: colui che guida di certo non gusta i gelsomini tra le case accese, sul ciglione la quercia secolare, il fieno affastellato nel covone e nemmeno è troppo salutare il passo indaffarato del pedone con sul telefono mani e occhi, cuffie ad alto volume sugli orecchi... No, no, qui le orecchie sono tese al canto tenue e vario del verdone, le mani ben piantate sul manubrio, gli occhi in cerca del particolare, corpo e mente in armonico equilibrio. Pedali e t’alzi un palmo dalla terra, hai una visione spettacolare di natura, agglomerati e persone, il suolo prontamente ti riafferra e te stesso conoscere ti pare, tra cielo e prati in morbida tensione. Bicicletta, una candida emozione affiora ad ogni e a tutti i fendenti di catena e catarifrangenti, al campanello in duplici rintocchi. Volano vesti e casti adolescenti si ritorna in vortici di vento, si pensa al tempo che mai s’arresta, a quanto la volevi tra i balocchi, ed è perciò che libertà è questa -tenace pedalata di un momento-
#Hobby#Movimento#Tempo libero#Bicicletta
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L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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Commenti (2)

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Antonio Terracciano15 luglio 2016

Questa poesia tocca molto le mie corde, perché da ragazzo e da adolescente la bicicletta era il mio passatempo preferito, e riconosco pienamente le virtù che la poetessa, con questi endecasillabi con piacevoli rime che si presentano senza uno schema rigido, le attribuisce. Elogiare la bicicletta (purché la si usi senza telefonino!) è anche elogiare l'elevatezza e la lentezza: pedalando si coglie il valore dell'intimità delle cose dall'alto di quei pochi centimetri che non ci fanno perdere il salutare contatto con il terreno. L'uso della bicicletta ci riporta anche al candore e alle speranze infantili, quando sognavamo di possederne una (e trovo, per questo motivo, particolarmente indovinata la scelta del colore verde) .

Francesco Scolaro17 luglio 2016

Pensa tu quanto mi possa piacere questa delicata ed ecologica poesia che esalta il silenzio della locomozione e la bellezza che gli occhi possono cogliere nell'"incedere" per le vie: quando ero ragazzino ho lavorato in un'officina di riparazione di biciclette ristrutturandole e mettendole anche a nuovo. Grazie per questa lode alla bici.