A Dublino che giorno è?
Dopo di te non scrivo più.
Solo muri alle finestre
e fogli secchi ai davanzali.
A Dublino che giorno è?
Nubi azzurre d'anelli e fumo,
non sento il tempo cosa fa
su radio spente senza più parole.
Quattro pareti viola di lividi,
togliendo foto e profumi;
ancora stanze, ieri è così freddo.
A Dublino che giorno è?
Qui non sogno, non penso mai
le corde mute del mio basso
sono i vegetali che mastico.
Nulla, è il lavoro a quindici ore
in giorni che reiterano, ancora qui.
Sopravvivo al mio completo grigio,
a Dublino che giorno sarà?
©
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bella (Francesco Falconetti)
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