Una stretta di mano tra gentiluomini
“Adesso me lo deve confessare!
Mi dica il nome del mio donatore,
l’andrò personalmente a ringraziare! ”
Così gli disse Giulia al professore,
il quale le rispose gentilmente:
“Non posso darti alcuna spiegazione,
la banca- reni agisce essenzialmente
in ambito di pura discrezione!
Di positivo c’è che l’intervento
è riuscito e sono soddisfatto,
faremo dei controlli in modo attento
e, poi, pian piano prenderai contatto
con la tua vita e con il tuo lavoro,
perciò non far domande sibilline
riguardo al donatore, c’è il decoro,
non voglio farti stare sulle spine ...,
abbiamo analizzato i donatori
e fra di loro c’era un bel ragazzo
del tutto compatibile ai valori,
c’è stato pure un timido imbarazzo
tra noi dottori, l’organo era sano
e quindi l’abbiam scelto soddisfatti.
E’ stato veramente un gesto umano
che ci ha lasciati un poco esterrefatti
in quanto chi si presta a questo dono,
in genere son sempre degli adulti,
parenti che si prestano e che sono
disposti a questi gesti spesso occulti.
Non siamo stati a cogliere il motivo,
qualor si tratta di salvar la vita
e, quindi, il gesto alquanto tempestivo
non era che la sola via d’uscita.
Ma ciò che m’ha lasciato un po’ perplesso
è stato il fatto che quel bel ragazzo,
nel corso del prelievo aveva espresso
la gioia nonostante lo strapazzo.
In quello sguardo c’era un qualche cosa
di strano, come un senso di vittoria,
un’ansia personale misteriosa,
un’espressione assai liberatoria! ”
... ...
...Il giorno dopo, senza dirle niente,
le fece fare il test ereditario,
e, poi, invitò il ragazzo gentilmente,
che diede il contributo volontario.
L’esame rivelava che i pazienti
avevano valori similari
in varie identità degli elementi,
ovvero discendenze familiari!
Gli sguardi tra il ragazzo e il professore
andavano mostrando affiatamento,
il medico gli disse: “Con stupore
ho visto che durante l’intervento
pregavi per un esito felice,
il test m’ha confermato che tra voi
c’è un grado familiare, la matrice ...,
mi puoi spiegare? ... Sempre se tu vuoi! ”
Il giovane rispose: “Sono il figlio,
ma lei m’ha rifiutato appena nato,
ho fatto le ricerche e lo scompiglio
che ho nel cuor m’ha tanto amareggiato!
Le voglio veramente tanto bene,
però non faccio altro che soffrire,
le ho donato con amore il rene,
perché, purtroppo, stava per morire!
Ma non le dica niente per favore! ”
Ci fu l’assenso per quel gesto umano,
entrambi col segreto in fondo al cuore
sorrisero ... e si strinsero la mano!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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