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Ribellione 21 luglio 2016 · lettura 3 min · 1275 letture

Siamo stanchi di camminare al buio

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Non siamo più nel millequattrocento, adesso navighiamo nel duemila, abbiamo il Tablet, ottimo strumento che ci permette d’esser capofila in mille situazioni quotidiane. Giochiamo col computer tutto il giorno, chattiamo con gli amici e se rimane dell’altro tempo andiamo nel soggiorno e lì ci aspetta la televisione con cento e più canali da cliccare, se non ci piace qualche trasmissione, giriamo, siamo noi a comandare! E, poi, abbiamo pure il cellulare col quale entrare in collegamento con tutto il mondo, pronti a intavolare discorsi lunghi senza turbamento. In casa c’è il divano che ci accoglie per leggere il giornale in santa pace, se, poi, c’è già seduta nostra moglie allora si fa ciò ... che più ci piace! Abbiamo l’automobile al portone che ci trasporta dove noi vogliamo, al mare, ai monti, quando l’occasione c’invita fuori, allora, poi, usciamo per soddisfare il nostro desiderio, o leggere un buon libro interessante seguendone la trama con criterio, ma sempre mantenendo ad ogni istante il proprio senno in modo equilibrato. Il conto in banca l’hanno i fortunati che svolgono un lavoro raffinato, per tutti gli altri i soldi ... son sudati. A questo punto non ci manca niente? Eppure ci sentiamo insoddisfatti ... sentiamo un vuoto quotidianamente che rende i nostri animi disfatti! ...Ci manca la certezza del futuro, ci manca la speranza nella vita! Vogliamo che il lavoro sia sicuro per non portarci dietro una ferita! Però “Qualcuno” ancora non capisce che il cittadino non va preso in giro, perché se a lungo andare reagisce si vendica col piglio del vampiro! Ritorno a ribadire che ci manca quel dialogo col trono dei soloni, la gente è veramente troppo stanca, in verità s’è rotta ... i “zibaldoni”! La sintesi di questa ribellione si basa proprio sull’incongruenza, ovvero questa grave situazione non viene esaminata con coscienza, per questo che, seppure assai paziente, il cittadino vive con il “muso”, però è diventato irriverente e non sopporta il minimo sopruso! Possibile che dentro al Parlamento nessuno pensa mai a chi lavora? Il loro è un contegno da sgomento, perché l’attrito sempre più peggiora! Abbiamo tutto e non abbiamo niente! Ci manca quella certa sicurezza di vivere in un modo sufficiente lontano da ogni forma d’incertezza! I deputati insieme ai senatori rimangon sulla loro posizione, mancando il feeling coi lavoratori, aumenta, in modo serio, l’avversione! .
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Noi tutti viviamo, ma con la sicurezza nel futuro che non esiste e questo stato di cose ci danneggia in modo enorme, infatti quando andiamo a letto non sappiamo quello che aspetta al mattino seguente, ogni giorno accadono cose inaspettate, dalla fabbrica chiusa alle condizioni cattive del tempo che ci impedisce di raggiungere il lavoro per un alluvione, dal futuro sempre incerto alla mancanza di progetti e ciò ci fa sentire vuoti ed incapaci. E' un vivere senza alcuna speranza futura, ed è proprio questo clima di incertezza che ci danneggia l'animo. Chi di dovere dovrebbe prenderne atto.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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