Siamo stanchi di camminare al buio
Non siamo più nel millequattrocento,
adesso navighiamo nel duemila,
abbiamo il Tablet, ottimo strumento
che ci permette d’esser capofila
in mille situazioni quotidiane.
Giochiamo col computer tutto il giorno,
chattiamo con gli amici e se rimane
dell’altro tempo andiamo nel soggiorno
e lì ci aspetta la televisione
con cento e più canali da cliccare,
se non ci piace qualche trasmissione,
giriamo, siamo noi a comandare!
E, poi, abbiamo pure il cellulare
col quale entrare in collegamento
con tutto il mondo, pronti a intavolare
discorsi lunghi senza turbamento.
In casa c’è il divano che ci accoglie
per leggere il giornale in santa pace,
se, poi, c’è già seduta nostra moglie
allora si fa ciò ... che più ci piace!
Abbiamo l’automobile al portone
che ci trasporta dove noi vogliamo,
al mare, ai monti, quando l’occasione
c’invita fuori, allora, poi, usciamo
per soddisfare il nostro desiderio,
o leggere un buon libro interessante
seguendone la trama con criterio,
ma sempre mantenendo ad ogni istante
il proprio senno in modo equilibrato.
Il conto in banca l’hanno i fortunati
che svolgono un lavoro raffinato,
per tutti gli altri i soldi ... son sudati.
A questo punto non ci manca niente?
Eppure ci sentiamo insoddisfatti ...
sentiamo un vuoto quotidianamente
che rende i nostri animi disfatti!
...Ci manca la certezza del futuro,
ci manca la speranza nella vita!
Vogliamo che il lavoro sia sicuro
per non portarci dietro una ferita!
Però “Qualcuno” ancora non capisce
che il cittadino non va preso in giro,
perché se a lungo andare reagisce
si vendica col piglio del vampiro!
Ritorno a ribadire che ci manca
quel dialogo col trono dei soloni,
la gente è veramente troppo stanca,
in verità s’è rotta ... i “zibaldoni”!
La sintesi di questa ribellione
si basa proprio sull’incongruenza,
ovvero questa grave situazione
non viene esaminata con coscienza,
per questo che, seppure assai paziente,
il cittadino vive con il “muso”,
però è diventato irriverente
e non sopporta il minimo sopruso!
Possibile che dentro al Parlamento
nessuno pensa mai a chi lavora?
Il loro è un contegno da sgomento,
perché l’attrito sempre più peggiora!
Abbiamo tutto e non abbiamo niente!
Ci manca quella certa sicurezza
di vivere in un modo sufficiente
lontano da ogni forma d’incertezza!
I deputati insieme ai senatori
rimangon sulla loro posizione,
mancando il feeling coi lavoratori,
aumenta, in modo serio, l’avversione!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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