La luce fioca
giovanni bianchi
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La luce fioca,
di un tardo pomeriggio di ottobre,
mi impediva di guardare i tuoi occhi
e scorgere quell'ironia distratta,
che accompagnava
i nostri discorsi fatti di niente
e l'incedere lento
seguiva sorrisi forzati,
nel giusto interagire
di gesti e sensazioni,
mentre ciò che rimaneva
dell'acqua caduta dal cielo,
fino a poco prima,
creava una vicenda assai intrigante,
ambientata in un mondo un po' strano,
fra sassi pozzanghere e fango,
che si trova non molto lontano,
alla fine della strada.
Schegge di tempo,
che si affacciano ogni tanto
a illuminare una storia finita,
il senso di una vita,
e fanno poi sentire
la voglia inconsueta,
che spinge incessante,
e ti porta in un istante.
ad un flash dimenticato
nelle pieghe del passato,
che ti segnava il viso,
atteggiato ad un sorriso.
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giovanni bianchi
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