Temporale

Un nembo oscuro, che l'anima assottiglia
lo spavento, è peso d'esistenza
che m'assale.
Altro inverno, alle porte
riga di un verso storto, malandato
nel cielo, uccelli fuggono
verso un dove sconosciuto
e mi sembra, di sentire la tua voce
dalla terra stanca, che d'acqua il suo seno s'apre.
Lunghi treni, passano sopra la nuvole
viandanti, dietro le mura, nelle case, nate d'ansia antica
rivoli di sguardi, allagano le strade, le salite.
E di questo temporale mi rimane un suono
un tedio fine. Laggiù,
oltre la strada, una finestra.
Corrono, sui tasti, le note di Chopin.
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Commenti (2)
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Patrizia Ensoli23 luglio 2016
Oltre la finestra ... Un temporale, una musica sottofondo e dentro lo scorrere, l'invisibile mondo di cui facciamo parte senza limiti o confini: potere di uno stato d'animo catturato da una situazione meteorologica. Una poesia intensa, particolare direi che scava nell'animo dell'autore e, al contempo lo ricolma di tutto ciò che è vita, pesantezza. Bellissime le immagini create, con la loro nudità esposte alla tensione estrema del verso.
Merlino23 luglio 2016
affascinato totalmente da questa visione di un mondo che l'autore descrive come essendone fuori eppure intriso d'ogni sensazione che lo vivifica, e in tutto ciò quell'unico amore 'indivisibile' che è tutt'uno in un due parti... bellissima

