Mi chiamavi Amore
Mi chiamavi Amore
pur senza dimostrarlo,
non volevo molto
in più, un'effusione,
teneramente donata,
qualche timido bacio
a ricordo d'un tempo,
m'accontentavo di poca
elemosinata passione,
concessa come medicina,
centellinata, goccia a goccia.
Or che libero è il cuore,
ove tu, sovrana, regnavi,
implori affetto non dato,
per me mai avuto, carezze,
le tue, di carta vetrata.
Cancellar anni di pagine,
rispettoso del tuo dolore,
t'allontano, non infierisco,
mentre nuove delicate mani
attendon le mie, complici,
nello spirito, nel corpo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Elyblue27 settembre 2007
Versi carichi di sentimenti dolorosamente vissuti e non dimenticati ma la speranza di nuovi giorni all'orizzonte dove la vita offre finalmente nuove carezze per affrontare il domani
