Meriggio

Fingo d'esistere
nella tiepida luce di un mattino
come ipotesi di sole
d'alba chiara,
o d'un lontano rio
che in me si quieta, d'acqua scura
Finge, d'esser mare
lo stagno, sotto le betulle
meriggio mio stanco, d'oltre la siepe
gracidare vago, e ripetuto
fingo, in me, un po d'azzurro
oltre le colline.
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Merlino25 luglio 2016
una lirica che sembra infrangere la 'barriera del suono', versi che esaltano una condizione sofferta dall'autore che come novello Rimbaud patisce come disadattato a un mondo che alieno 'lo pesa'. Capolavoro
