La mano scende dove il corpo freme
Rosetta Sacchi
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La mano scende dove il corpo freme
in anse ed antri otri di piacere
scava la lingua silenziose vie
ad intensi odori mesce acri sapori
Posa la bocca che infiamma e che ristora
dove la carne lievita e si colora
lo sguardo indugia e si discioglie il sesso
sedotto dall’incendio del pensiero
- Porta suprema prima fervente porta
porta ultima che distrugge e crea
e danze peccaminose nell’alveo dispensa...
S’innesta il corpo fianco contro fianco
s’apre lo scrigno al giro della chiave
- loto nella melma –
- perla che annega nella sudata pioggia-
La mano tormenta la segreta serratura
esperta e audace nei giochi del piacere
e delirando imbocca ogni sentiero
s’alterna con la lingua sussulta e freme
Trema la mano su placate voglie
- corpi accartocciati tra loro come foglie -
posa sugli occhi aerea una carezza...
ferma la bocca sulla tua bocca arresa
bacia ora la quiete umida e silenziosa
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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