Ciclo
Salvo Scamporrino
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Non senti il vento che giunge da lontano?
Soffia tra ortiche e fichi d’india, alita!
Spazza via tragici eventi e dubbi lancinanti,
sgretola pensieri malvagi e rabbie represse.
Non odi la dama nera che avanza piano?
Passo dopo passo s’avvicina, falcia!
Taglia le teste che rotolano per terra,
inabissa le vite negl’inferi, a purificarsi.
Il vagito scuote l’aria,
risuona come eco tra colli
e rimbalza sull’umanità!
Un pianto che sa di vita,
speme di nuovi sorrisi
e fonte che precipita a valle!
Ecco, l’ultimo virgulto
germoglia un respiro,
un suono dal timbro puro!
Tienitelo stretto in grembo, o madre,
nutrilo con il sapere dei vecchi saggi,
fagli suggere il nettare della scaltrezza
e donagli l’amore che tu sai infondere.
Un giorno sfiderà la sorte malvagia,
alzando verso il cielo lo sguardo fiero,
spiccherà il volo senza morte temere
e senza dir parole sopporterà il dolore.
Ormai canuto e stanco
attende l’ultimo singulto,
perso tra la foschia dei ricordi.
Cicatrici nel cuore.
Pianto nell’anima.
Malinconica solitudine.
Sente il vento spirare,
incessantemente,
tra le piante spinose.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
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