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Morte 25 luglio 2016 · lettura 2 min · 1036 letture

Ciclo

Salvo Scamporrino 862 poesie pubblicate
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Non senti il vento che giunge da lontano? Soffia tra ortiche e fichi d’india, alita! Spazza via tragici eventi e dubbi lancinanti, sgretola pensieri malvagi e rabbie represse. Non odi la dama nera che avanza piano? Passo dopo passo s’avvicina, falcia! Taglia le teste che rotolano per terra, inabissa le vite negl’inferi, a purificarsi. Il vagito scuote l’aria, risuona come eco tra colli e rimbalza sull’umanità! Un pianto che sa di vita, speme di nuovi sorrisi e fonte che precipita a valle! Ecco, l’ultimo virgulto germoglia un respiro, un suono dal timbro puro! Tienitelo stretto in grembo, o madre, nutrilo con il sapere dei vecchi saggi, fagli suggere il nettare della scaltrezza e donagli l’amore che tu sai infondere. Un giorno sfiderà la sorte malvagia, alzando verso il cielo lo sguardo fiero, spiccherà il volo senza morte temere e senza dir parole sopporterà il dolore. Ormai canuto e stanco attende l’ultimo singulto, perso tra la foschia dei ricordi. Cicatrici nel cuore. Pianto nell’anima. Malinconica solitudine. Sente il vento spirare, incessantemente, tra le piante spinose.
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L'autore
Salvo Scamporrino

Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.

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