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Cronaca 26 luglio 2016 · lettura 1 min · 1503 letture

Giù, al Borgo

Paride Giangiacomi 264 poesie pubblicate
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Borgo mio, operoso e distante, periferia dell’Anima strade polverose, ho il ricordo “Strada Nova” e ancor da terminare: breccione, e poi breccia sempre più fine: in calde giornate qual furono un tempo (come ora) viso, capelli, ginocchi infarinati quasi lavorassimo da sempre, dal fornaio. Qualche “sfrigio”, qualche ginocchio sbucciato, macchiata la pelle di misto sangue e marrone di saliva, se andava bene... Borgo mio, a cercar monete tra i brecci, resti di scambi dove valeva una stretta di mano e una bevuta all’osteria, tra una morra e un segno di croce. Di alcuni rumori si è persa la voce come del bruciore dell’alcool rosso sulle quotidiane ferite...
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Il Borgo dove sono cresciuto e ho giocato tanti anni, è molto cambiato, come è normale che sia... persone, posti "da esplorare", feste della patrona da "vivere" tutti insieme, con leggerezza e condivisione, sono ridotte a pochi momenti, rubati poco e malvolentieri al mondo globalizzato! Peccato!

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Paride Giangiacomi
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