Bologna 2 agosto 1980 ore 10, 25
...mio nonno mi diceva, quando ero un bambino
i treni passano per Bologna da qualunque parte arrivano
Forse un dì ci passerò, sussurravo con gli occhi al cielo
Forse un dì ci dormirò, bisbigliavo sotto il telo
Ho dormito alla stazione in quella sala d’ aspetto
la divisa da alpino di grigioverde aspetto
Assonnato dal Friuli verso casa ritornavo
12 mesi in quel posto, per la Patria li abitavo
Tanti occhi, tanti visi, chi sdraiati chi seduti
tante storie, tanti amori o lasciati o perduti
Tanti film in quella sala che sembravano già visti
tante trame a volte allegre ma più spesso molto tristi
Tanti corpi deformati sotto il sole e le macerie
tante attese rimandate per quelle maledette ferie
Il telefono che squilla ma che non risponde mai
ma paziente è il sorriso con cui lo perdonerai
Non perdoni quel vigliacco e quella ombra che furtiva
ha deposto in quella sala la miscela esplosiva
Non perdoni un vigliacco che ha ucciso gente inerme
ne eroe, ne soldato ma soltanto sporco verme
Non accetti condoglianze ne abbracci comprensivi
da chi specula sul dopo con ben altri obiettivi
Il silenzio degli sguardi di onesta compassione
accetti di esserti vicino a fronte di tanta aberrazione
©
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