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Impressioni 6 agosto 2016 · lettura 1 min · 2153 letture

La foggia di rammendi

Merlino 125 poesie pubblicate
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Atterrì i miei occhi l’assurda verità eppure l’amai, per il rispetto delle promesse. Né gloria né potenza furono il salario del misfatto ch’arrecò condanna per l’assassinio d’una rosa, ch’appena nata fu massacrata e ch’ora delle sue spine fa la sua bellezza. Grida forte le tue false vittorie perché la mercé è il sacro dolore che nel crogiolo di mille astri fonde il coraggio e ne fa vendemmia. -il dono della speranza è solo dei puri figli- La madre d’ogni tempesta assunse le pie lacrime e riversò il loro sodio sulle ferite del mendicante che lacero nel suo orgoglio fu vinto dal malanno. Sacerdote d’un dio che rifiutò le sue offerte misero, rimase a rammendare le sue vesti: -mille rattoppi non fanno mai una foggia-
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non si può raccattare ciò che rimane di amori o di antiche amicizie e rammendare emozioni e sensazioni vissute per farne un 'vestito'di cui fregiarsi. Ciò che 'compone' il nostro essere è il vissuto così com'è, con le gioie e, sopra tutto, con la sofferenza del vivere che per sua stessa natura porta dolore. Nella sofferenza esisto veramente nella gioia dimentico degli altri perdo umanità...

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Merlino
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Commenti (6)

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Francesco Scolaro6 agosto 2016

Un pensiero poetico con una sua precisa filosofia che sa dare insegnamenti di saggezza ove la soffernza a volte è il prezzo che bisogna "pagare" in quanto si sostanzia come parte integrante della nostra storia.

Giacomo Scimonelli6 agosto 2016

Mi ritrovo sempre sulla stessa linea di pensiero con l'Autore... Anche in questa poesia posso leggere un'intensità di pensiero davvero particolare che s'allontana da un sentire freddo e distaccato che solo chi scrive può capire fino in fondo. La poesia si legge con piacere e le metafore utilizzate sono affascinanti. Gli ultimi tre versi contengono il pensiero dell'Autore e sono parole verseggiate in maniera chiara ed efficace. La nota alla Poesia è una riflessione che condivido parola per parola. Gioia e sofferenza compongono il nostro essere ed accettarle è essenziale... sempre e comunque... anche se le sofferenze superano le gioie... Versi apprezzatissimi e sensazioni ed emozioni intense...

Pagu7 agosto 2016

Vivere i sentimenti, le emozioni nella loro intensità senza aver paura di soffrire, perché dopo il dolore le gioie sembrano ancora più grandi e potenti. Ottime le riflessioni che il poeta affronta in un lavoro denso e importante, che piace anche per originalità e spessore. Il mio elogio al bravo autore.

Anna Rossi8 agosto 2016

La vita è gioia e dolore ma soprattutto sofferenza dell'animo e del corpo... vivere intensamente vuol dire accettare tutto ciò che l'esistenza ci regala nel bene e nel male. Una lirica di grande contenuto, condivisa e apprezzata. Il mio plauso all'autore

Giovanni Ghione8 agosto 2016

Solo chi ha veramente sofferto può capire chi soffre, come spiegato nella chiara nota, e dal bilancio di vita tra gioie e dolori - il dono della speranza è solo dei puri figli-. Lirica apprezzata nel suo profondo sguardo sulla realtà e condivisa.

Giorgia Spurio12 agosto 2016

un linguaggio ad immagini che tagliano in due la mente. la verità è sempre così paradossale ancor più se vicina alle promesse. "nè gloria né potenza furono il salario del misfatto"mi piacciono questi versi, ritmici, musicali, pieni. l'amore è una rosa massacrata ed è rinascita fortificata dalle spine. ogni verso trasuda i "rammendi", ogni verso trasuda un'ira mesta e ponderata, una pezza in più per chiudere lo strappo. ogni verso è una storia... un "rattoppo" che non farà mai "foggia". ogni verso "è un essere incompleto" alla ricerca dei suoi "rammendi". bella