L’uomo di silicio

Pelle di silicio sul mio viso
la carne non c’e’ più.
Ho visto guerre andare e venire
imperi galattici salire e cadere
eppure qui perduro ancora
in questo corpo fatto di non so cosa.
Non c’è fin di vita per me
né la nostalgia di bei momenti trascorsi.
Volgo lo sguardo nel buio profondo
e cammino lungo il tempo e lo spazio anche
solo per vedere cosa giace oltre.
Non posso dire che non morirò
né piangerò per prolungati addii
poiché anch’io ero uomo una volta
lì, nel ricordo di una stella morta.
©
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L'autore
Servogod85
"Vivo di dubbi: se non avessi piu' alcun dubbio, allora sapro' di essere morto." S.Servodio
Commenti (2)
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Merlino7 agosto 2016
questa lirica affonda le mani dritta nell'animo umano, l'autore esprime una certa sofferenza data da un certo senso di inadeguatezza in questo mondo che sembra 'godere' dei mali dell'uomo. I versi, che scivolano piacevolmente, rendono ancor più forte il tema nel loro 'andare e venire' tra il reale e il fantastico. Gran bel lavoro, veramente
Eolo10 ottobre 2017
Testo introspettivo di profondo sentire, il lasciarsi andare all’ineluttabilita’ di un tempo segnato al quale non si desidera o non si può reagire. Testo lucido, crudo, reale, di grande impatto visivo. Il mio elogio

