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Riflessioni 7 agosto 2016 · lettura 1 min · 1313 letture

Sulla volpe l'uva e il melograno

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Astruso come il frutto d'un melograno pregno di chicchi aspri e docili al palato, come il tuo passo schivo e le notti d'ombre rinchiuse nell'unico pensiero, quello d'averti. Ma come far se tu sei troppo in alto, là dove non arrivo a coglierti, ove non posso assaggiar ad uno ad uno i tuoi arilli? Solo allora, giuro, porrò il vessillo in vetta al monte, così che il tempo mostri l'amor frusto dei semi aspri e conquistati. Ad uno ad uno, tutte le notti. Ora sono acerbi.
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"Spero- promitto- iuro- reggono l'infinito futuro"... (Foto da web)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (7)

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Pagu7 agosto 2016

Tante volte l'amore è un frutto acerbo che col tempo maturerà per diventare gioia e delizia. Una poesia molto ricercata, intrisa di armonia e bella musicalità. Il poeta ci regala versi raffinati e intensi che è un piacere ricordare.

carla composto7 agosto 2016

bella la metafora, bella la rivisitazione di una fiaba piena di significato... un amore inimmaginabile difficile ma che alla fine con la pazienza troverà il compimento dell'amore ... come difficili sono da assaporare i gustosi arilli del melograno... quanta originalità in questi bellissimi e ben strutturati versi... elogio e stima al bravo poeta

D
Dorella Dignola7 agosto 2016

Di tutto cuore ti faccio i miei complimenti caro Cristiano, per essere "autore del giorno" e per la bellissima di oggi, con commozione.

Eolo7 agosto 2016

Rivisitazione mnemonica di manifestazioni dell'anima in un movimento che avvolge e coinvolge.

Merlino7 agosto 2016

una lirica con un movimento che sinuosamente, nella sua metafora, arriva, dissacrante Fedro, a commuovere nella sua tragica semplicità... amor che aspro arriva se non lo tocchi (parafrasando). Complimenti davvero

Rosita Bottigliero8 agosto 2016

Bellissima la metafora... bello descrivere... ogni cosa

Angela Schembri12 agosto 2016

Questo desiderato amore, frutto non ancor assaporato, melograno dai succosi chicchi che sono delizia per labbra ma che non si fa cogliere, è distante, difficile da raggiungere. E' forte il desiderio di aprirlo e gustare la stuzzichevole polpa ma bisogna aspettare ... è ancora acerba, come disse tempo fa la volpe all'uva. Molto originale, una favola trasformata in poesia. Plauso!