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Spirituali 9 agosto 2016 · lettura 1 min · 1253 letture

Vite sprecate...!

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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Sentirsi in un borgo, un pezzo di città incompleto, manco quartiere, un limbo, situazione oziosa, senza identità. Una stradella lercia lì, sperduta in elegante contorno che ... t’ignora, sei bituminoso come quel posto in ogni posto assente ma presente. Ignorato perfino dal tempo magma o fanghiglia. Fortuna nello spazio in cui nasci e cresci -credi-! Vita sprecata però, sol se a deriva la destini, edonismo alternando ad ansietà. Hai rinunciato a cercar te stesso o ancor peggio quell’io dentro te più non è ...nella luce di Dio. Nell’ innocenza e nella fede mai... vita sprecata!
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***Ogni vita, vissuta, oziata, cessata, stroncata prescinde dalla gioia e dal dolore e assume il valore universale di vita…piccola tessera di un mosaico ambizioso di Nostro Signore.***

L'autore
Luciano Capaldo
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Commenti (7)

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Merlino9 agosto 2016

una gran bella visione di come non ci si deve perdere per forza, quasi destinati, dai luoghi o dalle situazioni che ci costringono a una certa vita. Un gran bel pensiero, condiviso pienamente, nella nota

Anna Di Principe9 agosto 2016

Al di là del luogo, in cui si nasce bisogna apprezzare la vita che il Signore ci ha donato. Anche se penalizzati da territori dove la condizione esistenziale è amara e deludente abbiamo il dovere di preservare la condizione umana con dignità e amore. Versi dal contenuto molto attuale che un animo sensibile come il Nostro Poeta esprime con notevole sacralità e adesione alla vita. La mia ammirazione per l'intensità emotiva e per le riflessioni a cui il lettore è portato per mano. Il mio plauso per la pregevole e significativa opera!

Claretta Frau9 agosto 2016

La fede come rifugio, sempre, perché laddove fallisce l’uomo con la sua indifferenza verso l’altro, con la sua superficialità o noncuranza dei sentimenti altrui, non possiamo abbandonare l’unico barlume di luce che ci offre il signore, come la redenzione, e la mano sua consolatrice.

Giacomo Scimonelli9 agosto 2016

''...Hai rinunciato a cercar te stesso o ancor peggio quell'io dentro te più non è ...nella luce di Dio''...Versi che parlano da soli... un verseggiare chiaro ed intenso che si sposa perfettamente con il messaggio esaustivo presente nella nota alla Poesia... la vita va sempre apprezzata, nel bene e nel male...

Pagu9 agosto 2016

La preziosità della vita che non può essere misurata perché apparteniamo a un disegno grande, tessere di un mosaico tutte importanti o indispensabili. Il poeta affronta un tema immenso con precisione, rispetto e devozione per quella vita che rappresenta un dono che non ha prezzo. È un lavoro importante, va letto e ragionato ed è giusto farlo.

Francesco Scolaro9 agosto 2016

Ua importante riflessione sulla questione dell'esistenza con grande dose di spiritualità, ma anche di aspetti sociali intercalati nel disagio che si vive in alcune zone periferiche, ma che non possono giustificare un comportamento in antitesi agli insegnamenti Supremi.

Eolo10 agosto 2016

Quel che codifica la solitudine e il rimpianto Nonostante si è partecipi del mondo tra tanta gente. Mirabile affresco introspettivo.