Migrare

Un dio dal tuo sangue
s'offre nel silenzio e spera
calici d'altri mondi, erranti
scivolano dalle tue mani
al fuoco di lunghi inverni
al silenzio, di nevi perenni
volgi la tua preghiera
una mano tesa, all'alba
muta la foglia d'autunno
e nel suo migrare s'alza il rondone
cosi vicino al cielo, ai miei pensieri
come la tua mano, che tenera m'accoglie.
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Commenti (1)
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Merlino9 agosto 2016
stanco il 'mondo' di bere sangue versato dall'uomo, in ogni dove e per qualsiasi motivo. Una lirica che tocca nel profondo e che si interpreta, a mio parere, con ampio respiro. Il pensiero del poeta, in fondo, è sempre dal sapore decadentista e quindi rivolto al mondo... ammirato come sempre
