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Impressioni 9 agosto 2016 · lettura 1 min · 2317 letture

Odiose guerre

Merlino 125 poesie pubblicate
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Scrivo per non ascoltare le grida, il silenzio e il clangore di armature di latta; e di ferri che sputano fuoco. Odio il vociare di bimbi che accusano i padri che lanciano coltelli e le madri piangono per il futuro, riempiendo scatole con maglie di lana. Nei pensieri i cicloni si susseguono alle trombe e le vittorie durano come l’infanzia infrangendosi sulle spiagge di ricchi signori. Ogni bandiera ha sotto i suoi figli e col pianto delle donne si irrigano i deserti aspettando che i giardini ricoprano la terra. I giovani in trincea scaveranno ancora, perché le fondamenta di questo mondo sudano il sangue di mille e mille e uno fondatori. Un pugno di terra non deve grondare di sangue perché si dia da mangiare ai propri figli.
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arriverà mai l'uomo a sentirsi famiglia con tutti prima di distruggersi?

L'autore
Merlino
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Commenti (9)

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Anna Rossi10 agosto 2016

Potrà mai l"uomo sentirsi famiglia? Difficile dare una risposta, troppi egoismi e interessi personali ruotano intorno a guerre inutili e sanguinose... l'uomo nemico di se stesso, spada contro spada in un accanimento diabolico di prevalenza sull'altro... lirica dai toni forti e incisivi che toccano ii cuori sensibili a tutto questo orrore che ci annienta. Complimenti poeta

Pagu10 agosto 2016

Una riflessione immensa e una splendida chiusa in una poesia che denuncia l'odio che da sempre invade il mondo. Purtroppo arriverà prima la distruzione che una sorta di pace a livello mondiale, perché troppe sono le divisioni, il fanatismo e la sete di potere. Il poeta ricorre a immagini molto intense, corpose per puntare il dito contro il male che da sempre vince. Una prova importantissima.

carla composto10 agosto 2016

condivido l'idea di porre fine a guerre inutili, che non hanno fine e che portano alla disperazione ed all'odio riflettiamo sulle parole del bravo poeta ... solo odore e rumori di ferraglia ... lirica forte ed apprezzata a elogio riusciremo come, si legge nella nota, a risentirci una grande famiglia...

Giacomo Scimonelli10 agosto 2016

Versi che descrivono una triste realtà...realtà assurda dove la guerra primeggia e gli innocenti pagano le conseguenze... non riesco a concepire la stupidità dell'essere umano che uccide un proprio simile senza motivo... le guerre arricchiscono chi le combatte, i fabbricanti di armi, coloro che hanno interesse a ricostruire e sfruttano situazioni particolari in angoli di Mondo dove basta poco ad innescare la miccia... versi profondi, versi intrisi di rabbia... una Poesia che deve farci riflettere sull'inutilità di guerre assurde...

Luciano Capaldo10 agosto 2016

La guerrav oggi non ha più una identità schietta, precisa. Dietro forse solo quella forma di edonismo iperbolico dell'uomop che passa attraverso la indifferenza, la supremazia, e la sconsiderazione anche della prole stessa che continua a crescere da sola o a morire da sola. Parliamo infatti di bambini nei cui occhi si legge la durezza della vita, già la rassegnazione e l'impegno di essere grandi adulti votati al sacrificio chissà per cosa. Finché l'uomo vivrà non ci sarà mai famiglia per lui. La china che abbiamo intrapreso conduce solo alla nostra cancellazione e anulla servono anche le poesie! Bellissima lirica. Sana e sapiente riflessioni che nascono da attenta e cristiana osservazione. Noi tutti dovremmo solo riflettere sul tempo!!!

Angela Schembri10 agosto 2016

Profonde parole in questa lirica che hanno valore inestimabile, sono un invito a deporre le armi, a non dare ascolto all'astio, a volersi bene ed essere tutti fratelli di una grande famiglia in un mondo che stillerà coriandoli di mille colori e non sangue o pianto di vedove, di orfani, di innocenti. Basta più dolorose guerre, inutili e dannose alla vita. Intense parole che fanno meditare. Bello lo stile poetico.

Francesco Scolaro10 agosto 2016

Come si può non essere d'accordo con l'Autore che attraverso la drammaticità di questi versi ci ricorda quanto il mondo sia malato ed in virtù di un famelico potere semina morte e distruzione. Come dicevo versi drammatici la cui mano dell'autore ha però saputo trattare a dovere.

Antonella Garzonio12 agosto 2016

Forse un giorno l'umanita'arrivera'a sentirsi una grande famiglia, arrivera'a costruire per il bene comune anziche' distruggere. fino ad allora ascoltiamo le grida di chi soffre, grida che coprono i silenzi del l'indifferenza.

Stefania Siani12 agosto 2016

Immagini forti che lasciando vivere realmente le emozioni che il poeta vuole tramettere. Molto apprezzata.