Mediterraneo
Ad oriente
ho incontrato
una stella
veleggiava bianca
di malinconia,
ascoltava il mare
in una conchiglia rosata,
fra dune
di quiete infinita.
Nelle baie
distese di turchese
ho sentito
crepitare le zagare
di aspri colori,
e popoli indomiti
disegnare graffiti
di musiche silenziose.
Sulle rive di cedro
ho sostato
dove gli stoici resti, purpurei,
svelano,
ai mosaici del cuore,
il sonno eterno dei gigli di mare.
Ho seguito
perseidi di invisibili azzurri
e lo spirito immenso delle primavere.
Fra isole e sere di pace
ho ritrovato
il tempo
dimenticato
dalla luna
sui rami delle tamerici.
Ho vagato,
lontano
dalle tue acque
dove ho lasciato la bellezza
preghiera della tua luce.
©
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Commenti (1)
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Antonella Garzonio15 agosto 2016
La vedo come una proiezione all'infinito, spaccato di mare e cielo che incantano, che portiamo nell'anima. Il mio elogio amica.
