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Impressioni 16 agosto 2016 · lettura 1 min · 4963 letture

I fiori di carta

Merlino 125 poesie pubblicate
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I giardini della mia adolescenza, alberi di ferro ed erba urticante. Mi fermai nelle chiese a lavarmi lasciando il mio pianto tra le offerte. -Se fossi riuscito a toccarti la veste- Rimasi sempre davanti a quel velo prostrato, ai piedi dell’Arca santa mendico d’una lacrima che disseta. Quegli alberi furono il mio rifugio quei giardini la mia dolce condanna superai le forti correnti d’un fiume, arrivai alla foce abbeverato di sangue. -Le mie cattedrali costruite sulla roccia-
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- luoghi d'infanzia dove riposare-. Non ebbi certi luoghi se non davanti alla 'Onnipotenza'. Quei giardini dove il peccato strideva con l'amore. La mente offuscata dalle contraddizioni rese vivide da un'intelletto acerbo. Oggi non v'è contraddizione alcuna tra l'amore e il 'peccato' perché l'uno giustifica l'altro,

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Merlino
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Commenti (11)

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Francesco Scolaro16 agosto 2016

Belle queste immagini tratte dalle impressioni dell'Autore che segue un tracciato particolare con ritorno al passato e relativa rivisitazione del pensiero dell'età giovanile quando la mente acerba veniva offuscata dalle contraddizioni... Una lettura che affascina e cattura.

carla composto16 agosto 2016

quante contraddizioni quante proibizioni... la mente offuscata da pensieri innocenti che in una età acerba potevano sembrare peccaminosi... ha ben spiegato il valente poeta come il pensiero a volte veniva tenuto in una gabbia d'insegnamenti nei quali il male prevaleva sul bene... bella lirica che condivido ...il mio elogio sincero

Anna Di Principe16 agosto 2016

Un passato che ritorna ripensando alle contraddizioni di quando adolescente il Poeta sostava in quei giardini luoghi anche del "peccato". Ora, invece, come anche la nota afferma, tutto ciò che si muove rispecchia la vita senza alcuna differenza di carattere etico... di pregio la chiusa con un'immagine molto efficace per un'ottima resa poetica. Un testo molto apprezzato per lo stile duttile e ritmico e per l'abilità nell'esprimere le vere "misure "dell'animo umano. Complimenti per la bella pubblicazione!

Giovanni Ghione16 agosto 2016

L'eta' dell'adolescenza quando nelle sue contraddizioni si viveva l'amore come senso del peccato ed espiazione:" Lacrime offerte" .Lirica intensa e veritiera nel rammentare immagini indelebili. Elogio!

Pagu17 agosto 2016

Non vi è peccato dove c'è amore... Quanti passati conflitti tornano alla mente oggi che possiamo spiegare meglio ciò che ci accade con serena obiettività. Il poeta ci regala una riflessione profondissima che è un vero piacere assimilare e sentire nostra, perché il futuro deve essere chiaro davanti a noi per non avere fraintendimenti con se stessi. Una poesia che sento molto mia. Complimenti.

Antonella Garzonio17 agosto 2016

Una mente acerba, offuscata da contraddizioni tipiche dell'eta'giovanile, un pullulare di memorie di quei giardini ancora verdi, ma fioriti che spesso ritornano nei nostri pensieri.

Giacomo Scimonelli17 agosto 2016

Impressioni, ma anche riflessione ed introspezione secondo me... Una Poesia completa per sensazioni ed emozioni verseggiate... Il passato vissuto nella giovinezza dove il peccato stonava con l'amore... ma adesso nell'età adulta ci si rende conto che amore e peccato possono convivere senza alcuna contraddizione perché l'uno giustifica altro... non ho potuto fare a meno di riscrivere quasi tutta la nota dell'Autore in quanto sono rimasto affascinato da un pensiero che condivido totalmente... La poesia è verseggiata con incisività ed eleganza... complimenti all'Autore...

Sara Acireale17 agosto 2016

L'amore (in tutte le sue forme) non è mai peccato anche se ci hanno insegnato il contrario. Anche Gesù pronunciò la celebre frase "Ama e poi fai tutto ciò che vuoi"... Com'è possibile considerare peccaminoso un amore soltanto perché non è gradito alla società? Purtroppo, l'adolescenza veniva turbata da insegnamenti contraddittori e puritani. Pubblicazione apprezzata

Antonio Biancolillo18 agosto 2016

Un Fato incondizionato ci lega a nuclei significativi e pregnanti dell'adolescenza... alla poesia del volo immaginifico verso terre lontane, desiderio di quella pace universale. Fuga e ritorno nel nostro Io, a sconfiggere le ombre di ogni buio calato nell'interiorità per essere al fine nella leggerezza degli ideali e della bellezza dell'amore. Se solo si potesse fermare questa corsa, raccogliere gli attimi sfuggiti tra le dita, sciogliere i nodi di un destino avverso che noi stessi ci stiamo creando con l’arroganza di credere che il nostro posto è al centro del tutto usando a piacimento ogni possibile egoismo e gelosi, abusando della falsa cognizione del nostro sentirci perfetti. Una disfatta sicura senza un pensiero che va verso l'ALTO...

Lina Sirianni19 agosto 2016

Canto liberatorio e riposante: ritrovare le ragioni della vita e dell'amore offuscate nel tempo giovanile, versi scorrevoli e pacati. Apprezzata

Antonella1720 agosto 2016

Sulla roccia a costruire ed a far riposare il cuore. Lirica che ben sintetizza l'anima anelante a Dio. Lirica che dona pace.