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Sociale 18 agosto 2016 · lettura 1 min · 1722 letture

Anni Sessanta

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Degli odori nell’aria, e dei sapori in quei polli e in quei pesci che ogni tanto il popolo mangiava, ma che tanto nelle bocche lasciavano profumo. Il giornale comprato il lunedì, soprattutto per leggere le cronache degli incontri di calcio, ed altre cronache, nere, di alcuni piccoli misfatti (e la televisione con quel solo canal sembrava averne più di adesso, perché la sera catturava spesso dei telespettatori l’attenzione) . L’automobile come oggetto sacro, da usare in dei rarissimi momenti, ché la locomozione delle genti ai piedi s’affidava, o a bicicletta (e le Poste facevano fruttare con sicurezza i quattro soldi che a impiegato sembravan chissà che, quando riusciva a metterli da parte) . Di passioni sognanti si viveva, di fedeltà e nascoste gelosie che, quando non sfociavano in manie, erano segno di un amore eterno. Poi vennero i Settanta, repentini, con cambiamenti veri ed altri finti, e con uomini ai margini sospinti (ma qui comincerebbe un’altra storia) .
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A
L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (4)

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Rosetta Sacchi18 agosto 2016

Vogliamo definirla una lirica nostalgica? E’ molto di più: è il descrivere tante situazioni e tanti accadimenti che purtroppo, oggi, sono stati surrogati da altri portando al declino l’umanità. E’ il rimpiangere serenità, schiettezza, sincerità, purezza dei sentimenti, solidarietà, che oggi non esistono più. E’ il ricordare abitudini (sane), sapori, odori, profumi che oggi abbiamo perso. E’ il rivedere immagini, storie che recavano impressi valori, oggi calpestati. E’ la malinconia che deriva dalla consapevolezza di una realtà mutata, in peggio. Tutto ciò sento di esprimere dopo la lettura di questa poesia bella, che mi piace, perché vera!

D
Demetrio Amaddeo19 agosto 2016

Tanta nostalgia ma anche tanta verita'.Periodo, quello degli anni 60, quando si sognava ma nello stesso tempo si apprezzava quel poco che avevamo... anche se fermentava voglia di ribellione dai figli della guerra e finalmente si respirava aria di liberta'.

G
Gerardo Cianfarani19 agosto 2016

Mi chiedo, fra 50 anni, i giovani di oggi cosa ricorderanno con nostalgia? Forse il primo "cellulare"?

V
Vincenzo Liguori21 agosto 2016

Vero! Anche se ho vissuto la mia infanzia, la mia adolescenza molto dopo posso ricordare l'enorme differenza di oggi con qulla mia lontana generazione: (fine anni 80' inizio anni 90) il cell c'era e non c'era; internet era agli albori... completamente diverso il modo di "vivere"i. Mah "BENEDETTI" tempi moderni.