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Sociale 20 agosto 2016 · lettura 1 min · 2831 letture

Un losco commercio

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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È ambiguo il commercio della caccia si pratica nella foresta umana senza guardare nessuno in faccia per questa società alquanto strana. Così l’uomo la monotonia scaccia gli sembra d’essere nella savana tutto demolisce, non lascia traccia dell’insana stupidità inumana E molti prendon posto a questo pranzo di ciò che resta accettano l’avanzo per loro è un’inezia l’esistenza. Per imparare a vivere un po’ meglio senza sacrificare agnello e manzo bisogna agire senza incoscienza.
#Animale#Campagna#Uomo#Noia#Vita
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Non capisco come può essere chiamato "sport" il fatto d'imbracciare un fucile e sparare a animali inermi e indifesi. È un commercio losco, inumano che non sarà mai vietato. L'uomo, pur di ossequiare al Dio Mammona, è capace di distruggere tutto, anche perché praticando la caccia molti esemplari di animali possono venire estinti. Spero che l'umanità prenda coscienza di ciò e si ribelli alla caccia e a tutto ciò che ruota attorno a questo "sport".25 novembre 2016
L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (11)

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Giacomo Scimonelli20 agosto 2016

Un'abitudine quella della caccia che non abbandona l'uomo... La caccia era essenziale quando era alla base della sopravvivenza dell'uomo che per nutrirsi era obbligato ad esercitarla... ma oggi la caccia è diventato uno scandaloso sport e passatempo per chi vuol riempire del tempo libero e cerca di scacciare la monotonia del vivere quotidiano uccidendo senza regole innocenti esseri indifesi... l'incoscienza e la tracotanza umana hanno oramai preso il sopravvento e non sarà facile cambiare direzione... una riflessione denuncia e una ribellione aggiungerei, in questi sentiti ed intensi versi...

Rosita Bottigliero20 agosto 2016

Un problema che lascia origini e hobby sin dai tempi antichi e che resta sempre un'inconfondibile abitudine... versi sinceri e meditativi. Molto apprezzata

carla composto20 agosto 2016

un divertimento con essere più deboli, un gioco mortale, passatempo che regala emozioni insane a chi non ha altro da fare ... portare a casa piccole prede solo per il gusto di uccidere... condivido ciò che scrive la poetessa alla quale va il mio elogio

Anna Di Principe20 agosto 2016

Una forte ed energica denuncia su chi ancora pratica la caccia su inermi volatili come divertimento.È una vera e propria mattanza legalizzata da uno Stato, che dovrebbe invece vietare questa violenta pratica dal momento che alcune varietà di uccelli sono in via di estinzione. Brava la Poetessa sempre attenta e sensibile a ribellarsi di fronte alla distruzione sempre più crescente della Natura ad opera dell'uomo senza scrupoli. Di pregio il testo sia sul piano tecnico sia per l'intensità emozionale. Complimenti!

Donato Leo20 agosto 2016

Condivido in toto il commento dell'autore Giacomo Scimonelli. Oggi cacciare gli animali selvatici, non è più necessario, considerato che l'uomo può nutrirsi di tante altre cose. Solo nella preistoria la caccia soddisfava le necessità di cibarsi. Oggi è un modo per divertirsi. Spero che venga posto fine a questo scempio.

Angela Schembri20 agosto 2016

Uccidere è disumano, ancor di più se lo si fa per divertimento, oggi non è un mezzo di sostentamento ma un hobby crudele e basta. Vi immaginate quando i cuccioli non vedranno arrivare più la loro madre? Avete guardato quegli occhi che brillano di lacrime di paura? Perché, sappiate bene, essi provan dolore e come noi piangono lacrime amare e si disperano. Anche loro hanno un'anima perché create da Dio e allora perché ucciderne la vita? Emozionante poesia che è riuscita a far emergere tutta la ribellione tenuta a freno dentro me. Complimenti Sara!

Pagu20 agosto 2016

Una forte denuncia contro chi uccide per puro divertimento, per combattere la monotonia o, più semplicemente, per sentirsi forte e duro. Una volta si andava a caccia per cercare di sopravvivere, c'era povertà, fame e la vita era difficile. Oggi tutto questo è passato, di cibo ne abbiamo e la caccia ha perso il suo significato. La poetessa ci regala untesto intenso, diretto, quasi spiazzante. Una poesia assai importante.

Giovanni Ghione20 agosto 2016

Molteplici interessi circondano la caccia x alcuni "divertimento" "passatempo". L'Autrice con questa lirica ha evidenziato un serio problema condiviso che va ulteriormente regolamentato ma come dice una famosa canzone: "cercavi giustizia ma trovasti la legge". Profonda e incisiva lirica Complimenti!

Giovanni Licata21 agosto 2016

La caccia sin dell'antichità si è esercitata senza intaccare la natura anzi l'ha sempre regolata. Oggi diventata riccheza per i nobili e passatempo come dite voi per ì ricchi che tutto l'anno l'esercitano senza regole, e i fessi pagano la tassa per non cacciare niente, cari colleghi poeti la vita è regola per i poveri, una ricchezza per i ricchi tutto rimane inutile quando vi è scontro tra di loro,

rosanna gazzaniga21 agosto 2016

Lo chiamano sport... ma la gioia del bersaglio colpito, così insana, non produrrà mai rimorso? L'abitudine a togliere la vita, l'anestesia verso la vita, rimarrà confinata solo verso gli animali? Un poetare di grande sensibilità con versi d'impatto che condivido!

Merlino24 agosto 2016

una sana e condivisibile denuncia che in questa lirica piena di immagini chiarificanti ci fa arrivare il pensiero dell'autrice che magistralmente si stizza contro questo mercimonio inaccettabile. Una lirica che ci piace