Il vagar delle onde

Arrivano col vento dei campioni
la prima
la seconda
e poi la terza
sospesa sullo scoglio
al grado sette
di questa latitudine tiranna
che ancora si intromette
e scaltra inganna.
La quarta con la quinta e poi la sesta
si posano felici
tra i miei piedi
e mentre allegramente
in alto riedi
la luce si scolora
in mezzo al mare
baciando la mia barca
che riappare.
La settima e l’ottava sono altere
seguite dalla nona
che bastarda
nel petto delle acque
un po’ si attarda
a consolare l’alga cinerina
che vuol tornare ancora
la bambina
che piange come tanto tempo fa
il rapido passare dell’età.
La decima non crede più a nessuno
l’undecima si ferma
e un po’ rimessa
si attarda pigramente
ed è la stessa
col tacco falso nueve
su in collina
cercando l’onda dodici che arguta
si adagia sopra il petto dell’abiura
e del ritardo illesa non si cura.
©
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