Capo Chino

Mani stanche
volto coperto di vergogna e disperazione
umidi gli occhi
sotto quei lividi neri
e giorni di solo dolore.
Notti di speranze vane.
Camminava lenta
nella piazza della chiesa.
Braccia coperte da maniche di seta
per coprire la violenza quotidiana.
Schiaffi insulti calci.
L’ultimo compito
poter dimenticare.
Col suo bicchiere pieno di fiele
tornava di sera
picchiando i gomiti sul tavolo
inveiva bestemmiava.
L’avvoltoio infame
che le aveva succhiato via la vita.
Capo chino e cuore rotto
camminava senza meta.
Senza forze
senza un Dio
giorni di sole amaro
finché arrivò quel treno
che la portò lontano
lontano, col coraggio ritrovato
la forza del sorriso nuovo
un tulipano bianco e tutta la sua vita in mano.
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L'autore
Cristina Pinochi
Mi chiamo Cristina Pinochi Scrivo da sempre e non smetterò mai Ho già' esordito con la raccolta di poesia :Il giardino dei miei pensieri Sono burro e acciaio Non ho un argomento che prediligo Poesia per me , è quel lampo d'emozioni che colora il tuo il foglio Dopo la scuola magistrale ho proseguito i miei
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