Pianto d'assiolo
alias Marina Pacifici
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Lo sento vivo al cuore l'Appennino
con i suoi mille paesi arroccati
che come tanti presepi s'accendono alla memoria
in un palpito struggente d'affetti ritrovati.
Lo sento cantare con tremula dolcezza
nella sinfonia dei casali
che s'illuminano al vespro
sparsi fra le colline
a narrare la tenace, rurale mitezza.
La sento incombere nell'anima
la notte del dolore
per la perduta voce d'antiche contrade
ove ogni vicolo racconta la sua storia
ormai senza più colore
sotto le macerie dall'irreale biancore.
Ora che nei borghi rasi al suolo
feriti al cuore
resta soltanto
a sera
il pianto dell'assiolo.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (2)
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A
Antonio Terracciano24 agosto 2016
Non ho parenti, né amici, né amori in quel lembo di terra stanotte così duramente colpito dal terremoto, ma provo per esso un particolare struggimento, forse perché, come ho scritto altre volte, essendo di padre campano e di madre marchigiana, se fossi lungo 500 km. sarebbe forse come se i miei piedi si posassero sul suolo di Napoli e la mia testa su quello di Pesaro. E il cuore, che è al centro, andrebbe ad occupare proprio lo spazio del territorio reatino stanotte tanto straziato. Ringrazio la poetessa per avere dato voce, in questa sua delicatissima poesia, anche al mio silente dolore.
e
emiliapoesie3924 agosto 2016
struggente dichiarazione ai vicini paesini sperduti tra le vivine colline e colli dei monti dell'appennino. il mio elogio...
