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Riflessioni 25 agosto 2016 · lettura 1 min · 2281 letture

Domande al Padre

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
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Che fai Padre? Ti sei distratto? Soffre il tuo popolo, è atterrito e sgomento, non lo senti il suo lamento? Tremende scosse, trema la terra. Crollano le case, i loro detriti, coprono i corpi di morti e feriti. Giovani, donne, vecchi e bambini sono sepolti dai crolli assassini! Tre borghi più belli ormai sono spariti, sono un cumulo di tristi detriti! Distrutte le Chiese, persino gli Altari: neanche loro hai potuto salvare? Non Ti obbedisce la matrigna natura? Anche per Te la vita è più dura? Ti prego Padre, datti da fare, il tuo popolo non sa chi pregare! La via maestra sembra smarrita, ormai non capisce cos'è la sua vita. Dov'è il bene? Dov'è l’amore? Ha vinto il male? C’è solo dolore? Rispondi Ti prego a queste domande: il popolo attende, per lui è importante!
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L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (2)

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Angela Schembri26 agosto 2016

Una lirica scritta con l'anima rivolta a Dio. Ci si domanda, sgomenti, se il grande Dio ci ha abbandonato, credo invece che soffra più di tutti, anche lui impotente innanzi a questa forte e tremenda ribellione di una natura matrigna, così definita. Potremmo sperare solo in qualche miracolo, Dio potrà fare solo qualche miracolo in un disastro tanto immane. Ora facciamo posto alla fede, alla speranza e alla tanta carità umana. Toccante, lodevole e scorrevole lirica scritta con l'anima e che giunge ai cuori... e che il miracolo di Dio abbia ad esser ancor più grande.

Sara Acireale26 agosto 2016

Una preghiera al Padre che scaturisce dal cuore del Poeta... È un'invocazione accorata rivolta verso l'Essere Supremo, verso colui che dal nulla ci ha creato. L'uomo è confuso, troppe catastrofi si verificano nel nostro pianeta, molti subiscono guerre, terremoti, carestie. Tu Padre dove sei, perché con la tua onnipotenza non intervieni? Dai, per favore, aggiusta un po' le cose. Va tutto male quaggiù e gli uomini sono diventati confusi e impauriti. LUI non interviene e noi poveri mortali non riusciamo a capire i suoi piani più reconditi. Forse la vita vera non è questa, forse è soltanto un passaggio. Chissà?!