Omicidio in autunno
Letizia Sioux
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La rividi, qualche anno dopo
giocava a prendersi così sul sul serio.
Mi bendò e corremmo
nel suo nascondiglio.
Ricordi così gracili che spesso,
distratto, svaniscono
senza fretta
tra le chiavi e uno sbadiglio
mutano in silenzio, come fiori
sulle nostre orme aride.
Il vento sa, ed io taccio
quanta strada hai fatto.
Io invece, aspetto da così tante stagioni
da esser diventato legno.
Se anche tu entrassi,
ed io, ancora qui
alla finestra chiedessi di te
al vetro, al faggio o allo straniero
come potresti baciare un acero?
Prima di attendere un nuovo autunno,
ti uccisi, in memoria di un inverno.
Ma ancora ora -che è primavera-
gioco a cercarti tra rose e gerani
pur avendo, ancora, il tuo sangue
sui miei rami.
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L'autore
Letizia Sioux
Commenti (1)
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Merlino28 agosto 2016
bella la struttura lo stile preciso ed univoco che non lascia spazio a fraintendimenti, complimenti, da conservare

