L'uccello del malaugurio
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Ora è facile cantare l'amore
coniugare verbi e andare controvento
ma aspettati di vedere il cielo cadere
e di sentire l'Universo gemente ad ogni passo
Sarà silenzio e oscurità e un vento
gelido ti passerà la carne
Chi avrà carezze per un'anima a brandelli
o abbraccerà il dolore di piaghe sanguinanti?
Ora sei vita... sei luce... sei fuoco
sarai malato e saprà di muffa la memoria
reciterai Prévert lungo il viale -les fueilles mortes –
ricorderai quel che diceva
“vedi non ho dimenticato
la canzone che tu mi cantavi”
Fin troppo facile parlare dell'amore
ma io verrò a cercarti tra le tempeste
resterò a guardarti scivolare tra le onde
quando ogni verbo non avrà più suono
L'amore, oh l'amore... è in questo tormento
del domani che ora scansi e a volte ignori...
Prévert lo sapeva... sì lo sapeva che
“la vita separa quelli che si amano”
Nulla è per sempre, nulla lo è mai stato ...
seppur così pensare ci conviene
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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