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Riflessioni 28 agosto 2016 · lettura 1 min · 771 letture

Perché, Signore?

alias Marina Pacifici 656 poesie pubblicate
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Perché, Dio mio, s'infittisce la notte di un dolore che non passa quando la terra trema e sconquassa la vita di chi nella burrasca annaspa. Perché, Signore, la sciagura, lo sgomento ed il pianto per terre già provate di gente tenace che vede rovinare in macerie il sacrificio di generazioni che han lavorato tanto? Ma Tu sei lì, nel cuore straziato d'Appennino, nella dolcezza sfregiata delle pievi devastate tra polvere e massi, nello sguardo ammutolito di un bambino. Il silenzio Tuo diviene voce in carezze lievi e nello struggente abbraccio, Padre, resti vicino a quanti nella tenebra tra le rovine dolenti figli Tuoi ora portano la croce.
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alias Marina Pacifici
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Commenti (2)

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Sara Acireale30 agosto 2016

Sono tanti perché destinati a rimanere senza risposta... Il credente rimane perplesso quando si verificano delle atroci calamità ma se riflettiamo un attimo Dio non può intervenire se la mano dell'uomo ha forzato la natura. L'Italia è un paese soggetto ai terremoti (dal Nord al Sud) e si è sempre costruito dove non si doveva. Un terremoto in aperta campagna non provoca danni e poi... non ci sono state misure antisismiche (come al solito da noi)... È una poesia che fa riflettere ed è anche ben stilata...

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sergio garbellini1 settembre 2016

Una splendida lirica ricca di argomentazioni e di domande senza un perché, domande che si ripercuotono nella mente e nella coscienza di tutti noi per una riflessione che rimarrà sempre senza alcuna risposta. Perché tutto questo? L'autrice ci presenta un quadro di disperazione degli scampati e di una fotografia disastrata del territorio martoriato, chiedendosi ella stessa, Signore perché? E' una domanda che si pone ogni persona onesta di fronte a tanti massacri di vittime innocenti. Una lirica di piacevole lettura e di una attenta riflessione su quanto accade nella vita e nel mondo, complimenti vivissimi all'autrice.