Silenzio
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Risposta acuta, essenziale, disincantata, lontana dai soliti cliché, scevra da sentimentalismi, e per questo realmente sentita e vera, personale. Umana. Perché è umano anche ribattere a chi vorrebbe imbellire la notte di ricami e merletti, facendoci credere che di notte "si vedono tutte le parole", quando di notte il cielo inghiotte intere città e paesi e gli occhi fanno buchi immensi, perché immenso è il silenzio che sovrasta ogni parola... Immagini vivide e quasi apocalittiche, di una notte da cui il poeta vorrebbe difendersi mettendo un tappo. È terribilmente umano e condivisibile tutto questo. Impossibile che non arrivi. Specialmente a chi di parole vive e si nutre...
