Col caffè, d’acqua un bicchiere

A espresso insiem, nei bar, e mi chiedevo ...
ma serve, e prima o dopo a consumare?
"Per toglie retrogusto, che rimane,"
rispose, un tal che poco mi persuase.
Scoprii dappoi che, temperata un goccio
appena svegli è come l’oro dentro:
aiuta a "definir la situazione"
soccorre a sistemar la palla a centro
lampante effetto, non lo fo per dire!
Poi quando giunge scura e profumata
da cui nessun si astien calda pozione
più benaccetta è quella al pio saccone,
che smaltirà con gusto, danno esente.
Non santa, l’acqua, ma pur meraviglia
come risolva in "mille situazioni,"
e acidità disciolga ch’è un incanto:
che, se non cura, allevia; la consiglio!
È fuor di dubbio che ci sia preziosa,
e per dimenticar non sia da bere!
Ma il quanto, non lo dice un misurino:
Mia madre mai beveva, l’alma cara!...
pur lungi da dottori e dai malanni
il secolo di vita superava.
Accorti al bar: “Son io che ti offro, vieni!...”
c’è un limite al caffè, come altre cose:
è meglio, a volte un frutto, una carota ...
o, un fico secco: letterale o meno!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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