Il silenzio della Maddalena
Cristiano De Marchi
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Stele di plasma versato e perso
dedicato e offerto
purpureo e sciolto
attinto il pensiero
gravido e muto
del cuor fermo che stride un battito.
E pulsano idee irte alla gola
fino al petto tagliato al netto
di chi nel vuoto in pace riposa.
Colano sapide lacrime
nella ciotola del suo dolore
tra schizzi di rosso gettato e perso.
Qui il pittor infonde visioni astratte
dove piangon gocce su aride mani
lasciando al fato destini sacri.
Stele d'oscuri concetti
tradotti e corrotti
dal sommo dettati in ferree corone,
là dove sabbia ha coperto
per mille e mille anni
il mesto segreto agli inventati chiodi,
silente la Maddalena ancora attende.
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L'autore
Cristiano De Marchi
Commenti (3)
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Merlino1 settembre 2016
il lavorio e la sofferenza dell'uomo per il suo eterno divenire, per il passaggio dal vecchio al nuovo, dal conosciuto all'inconoscibile, dal sentiero tracciato alle impervie scoscese strade della ricerca. Una lirica intensa e pregna di passione per l'umanità. Un gran lavoro, complimenti
Pagu1 settembre 2016
Una poesia che è come un viaggio nella storia, nella sofferenza e in eterni silenzi che esprimono tanta devozione. Ottimo testo e stile. Complimenti al poeta.
Antonella Garzonio2 settembre 2016
Un testo che affascina sulla traslazione di visioni astratte del vecchio testamento alla vivificazione del messaggio di Dio con il sacrificio del Cristo. Complimenti all'autore



