Udito Sordo
Giorgia Spurio
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Non afferrerò la tua mano,
amico...
Mi tirerò i capelli
nell’acqua, li attorciglierò
e li taglierò...
Pioggia di silenzi...
e di terremoti,
tanto tu non eri,
tu non esistevi quella notte
quando Dio ha spalancato l’occhio
nel buio dei bambini
gelosamente stretti tra pietre e travi.
Non afferrerò il tuo bacio,
succube di sogni montati nella testa,
non sono che film a lieto fine,
non sono che pensieri che si accendono
e poi provo a spegnere...
Mi tirerò i capelli
sotto la pioggia, li attorciglierò
e mi pentirò...
Non voglio più la tua voce,
i tuoi messaggi,
non voglio più le tue parole
nascoste dove la maschera
io so che c’è,
sei tu che non sai.
E la luna non mi guarda,
invisibile foglia di fine agosto,
prescelta per il primo di settembre,
serva di un autunno che fa di sé
la sua vendetta di sera
prendendosi gioco di un’estate mai eterna.
E spacco specchi... nella mia testa,
e le mie labbra indosseranno un rossetto
- mai messo –
Per baciarti...
Un bacio che tanto... non ci potrà mai essere,
esistenza in bilico tra un sogno e un altro sogno...
- Per favore,
raccogli i pezzi... -
E stordita guarderò il cielo...
Stelle che sembrano vibrare,
quasi parlare.
E non è che una nota di violino
che trafigge l’udito.
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L'autore
Giorgia Spurio
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