Nostalgicattak
Antonio Interlandi
115 poesie pubblicate
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Come eravamo sciocchi
nelle nostre fughe
di suonatori di campanelli
e piccoli nei nostri giochi di strada
fatti di figurine da soffiare,
di un pallone da inseguire,
di prede da cacciare
e di tappi colorati da lanciare.
L’estate era sole e mare
e giochi senza frontiere,
l’autunno odore di libri
e occasioni da Portobello,
l’inverno il Natale coi parenti
e le piogge dietro vetri appannati;
la primavera una lunga discesa
verso nuove vacanze.
Per noi la Cina era solo un capitolo di geografia,
un urlo lontano che ancora non terrorizzava
mentre le tabelline erano un incubo,
un atto di dolore da imparare
e ripetere a memoria
per rimettere i nostri debiti.
E come eravamo romantici
ballando al tempo delle mele
tra il blu di una laguna
e il rosa di una ragazza da baciare.
Come eravamo curiosi
di galassie da scoprire
su navette e astronavi
e già annottavamo sul diario di bordo
i nostri incontri con alieni in bicicletta
ed eroi con mantelli e calzamaglie.
Le perle di terre esotiche
ci affascinavano e ci invitavano
ad una vita avventurosa su velieri
a sfidare le bande dei corsari
e le tigri di Mompracem.
Come eravamo capelloni e colorati
punk, rap e country
con le spalline imbottite
e i giubbotti di pelle
ad esibire quegli sguardi cupi
che chissà chi trovava intriganti.
Come eravamo ingenui
pensando di sapere chi fossero i buoni
convinti che i capitani non tradissero mai
che il tre toccasse al terzino sinistro
e il sette all’ala destra
che le atlete dell’est fossero veramente donne
e a sognare il futuro perfetto,
quello alla Barbie e Big Jim.
Come eravamo pazienti
tutti in fila ad aspettare
il turno per chiamare
da una cabina telefonica
e poi impazienti di crescere,
di certificare la nostra maturità
di lasciarci alle spalle
il bianco e nero dei caroselli
il pallore dei visi di pistoleri a cavallo
e le spade dei moschettieri nei loro duelli.
Si, eravamo sciocchi,
piccoli e curiosi,
a volte romantici,
altre ancora ingenui,
ma, alla fine,
eravamo così carini.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Interlandi
Sono un 48 enne di Siracusa con l'ovvia passione della scrittura. Per me la poesia significa tradurre in parole e ritmo le sensazioni del momento per scaldare il cuore di chi ascolta. Il mio lavoro c'entra poco con l'arte (sono un ufficiale dell'A.M.), ma, quando posso, mi ritaglio un po' di tempo, chiudo gli occhi e s
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