Il mio amico 'Nzì

Già piccolina ti chiamavo ‘Nzì
un dono del mio nonno musicista
eri un violino certo un po’ speciale
perché tra i tuoi difetti eri normale
né Stradivario nemmeno un Paganini
anonimo ma adatto a noi bambini.
E ‘Nzì mi ha accompagnato e mi accompagna
eroe di cento sere da cuccagna
strumento di una vita a fecondare
la musa il canto e il suono a rinnovare
i giorni consumati al capezzale
da questo amico a corda interinale.
E tu ‘nzì ‘nzì non mi tradisci mai
suonando con l’orgoglio di un masai
facendomi da lepre in quest’afflato
che brucia dentro e fuori in ogni stato
ed io che vivo in te sono l’accordo
che s’alza forte e che riposa sordo.
Amico mio amico di avventura
amico che conosci fame e cura
rimani nei miei sogni e nei miei voli
sapendo come e quando mi consoli
e come il tuo trillare dolce e amaro
foraggia una passione e dà riparo.
©
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