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Dialettali 4 settembre 2016 · lettura 1 min · 1364 letture

Terra i suduri e sacrifici

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Demetrio Amaddeo 671 poesie pubblicate
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Ti vardu i ccà aviumu u stessu suli u stessu mari, u stessu duluri. Ti vardu i ccà e parru a to stessa lingua lingua amara comu a nostra terra aspra e duci d'aranci e di limuni. Ti vardu e s'imbrogghiunu i me occhi tra cielu e munti e u me cori mungi sangu e rabbia nte ricordi. Ti vardu e chiangiu quandu i stu Piloni ieu mi sporgiu quasi ti toccu e a tia mi poggiu tu si ferma, ma pari chi giri tundu inveci è l'anima mia chi s'agita nto ventu. Ti vardu a sira quando i luci fannu cornici e simu du stessu mundu Sicilia e Calabria terra i sangu, suduri e sacrifici
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Demetrio Amaddeo
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Commenti (5)

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Lina Sirianni4 settembre 2016

Uno stesso sole, uno stesso sacrificio. Riflessione in vernacolo che esprime l'amore per la terra del Sud, la nostra terra, il nostro mondo. Un pezzo di mare divide Reggio da Messina... La stessa anima... Letta con piacere!

Melina Licata4 settembre 2016

Quanto amore in questi versi... Sicilia e Calabria due regioni che hanno usi e costumi quasi uguali, persino il dialetto che è pura melodia... Versi molto belli e coinvolgenti... Molto apprezzata!

Ausilia Giordano4 settembre 2016

All'inizio della lettura avevo pensato alla Sardegna, ma "quasi ti tocco": Sicilia e Calabria così vicini, senza guardare i versi finali: ho indovinato. Bellissimo, anche il linguaggio usato, non è tanto difficile capire il senso, a noi di Napoli. SF

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Antonio Terracciano4 settembre 2016

La lettura di questa schietta poesia dialettale ha immediatamente fatto rinascere in me quelle fantasie geografiche che mi porto appresso da quando ero bambino. Se si unissero in un unico comune (chiamato magari Reme o, meglio forse, Mere, richiamando così il francese "mer", mare, e "mère", madre, in omaggio alle loro antichissime origini), Messina e Reggio Calabria avrebbero una peculiarità unica in Italia e in Europa (una città appartenente a due regioni diverse), da condividere, nel mondo, forse soltanto con Istanbul (per metà europea e per metà asiatica) . Chissà se migliorerebbero la vita sociale e l'economia (anche senza ponte)!

A
Anto Vono6 settembre 2016

L'autore esprime molto bene il dolore e la fatica che prova chi vive in queste terre, così difficili, ma uniche nella loro bellezza e nei loro sapori. Bellissimo il dialetto, che è sempre musica nell'ascolto. Complimenti