Richiamo
Patrizia Ensoli
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Catartico e perplesso
scivoli tra le dita bagnate in movimento
limpido profilo: sposto lo sguardo sull’asfalto acquoso.
Uno schiaffo di vento
basterebbe alle lenzuola rese pietre di luna:
improvviserebbero voli- può darsi.
Nemico tempo
troneggi insensibile ai mille pensieri
inchiodandomi al niente senza aggiungere o togliere
e singhiozzo un sorriso: le mandibole stridono.
Non vedo risposte sui fili dei panni stesi
oltrepasso stagni umidi; senza vento piombano verso il cortile.
E guardo su
dove io so la libertà senza te, estirpato domani:
morire è questo!
Un nulla di più
cullato come una sciarpa di velo di un’alba lontana:
misuro gli spazi, il tempo d’azione e la resa.
©
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Commenti (2)
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Idalgo Visconti6 settembre 2016
bella...! uno scrivere che suona di vero e niente di costruito...
A
Anto Vono6 settembre 2016
In cielo ci sono risposte...?Il tempo è misurato per ciascuno di noi, a volte rimaniamo così,poveramente dispersi tra certezze e incertezze, lontani da tutto. Domande, risposte, nulla, tutto estirpato, come se il nostro pensiero non fosse esistito. Siamo finito e infinito tra le parole, unica eredità. Lascia dentro l'incompletezza di cui siamo fatti, leggendola. Bellissimo scritto.

