La pletora di spine

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Bella riflessione ... Il giudizio d'altri pesa solo se siamo noi a dargli importanza ... trovo che quello che pesa di più nel cuore di ciascuno è il sentirsi giudicati perché siamo noi stessi ad approvare quello stesso giudizio ...
il giudizio altrui, conta troppo per le vecchie generazione... i giovani non ne sono coinvolti... dovrebbe esistere una via di mezzo... interessante...
Il giudizio di un mondo crudele. Com'è vero il concetto racchiuso in questo verso! Sono gli altri a farci sentire inadeguati, disadattati. È la società odierna che crea stress perché ci vuole tutti efficienti e perfettini. Guai a non essere all'altezza, a non farcela. Penso che anche i giovani ne sono coinvolti: se non si è inseriti in un gruppo, se non si appartiene al branco, non si hanno gli abiti firmati, l'ultimo modello di smartphone ecc si è tagliati fuori. Molti ragazzi vivono un vero e proprio dramma se non si adeguano alle "leggi del branco". Riflessione acuta che condivido.
Riflessione intensa, un'anima che chiede riposo da voci che non può più ascoltare perche preda e vittima di spietati giudizi... e allora "uccidetemi" perché solo così, dice l'autore posso tornare indietro, rinascendo da me stesso. Pensieri che colpiscono per intensità, un'introspezione profonda del proprio io che commuove. Complimenti
Parto dalla magnifica nota del poeta e cerco di rispondere a mio modo ad una domanda tutto sommato lecita ma credo retorica rispetto al contenuto della lirica. C'è bisogno di Un giudizio secondo me, è importante invece la qualità e la costruttività dello stesso. Versi che fanno riflettere e che scuotono l'animo del lettore; una pletora di spine è la nostra vita. Ogni cosa ha due aspetti il profumo di una rosa ricercata ed ottenuta e nel contempo la sua spina. La crudezza di questo mondo impone forse proprio Un giudizio severo! Versi sempre ricchi di ricercatezza di lemmi nelle corde dell'autore, un climax ascendente che dona forza ed enfasi ad una lirca fra le più belle del poeta.
Un profondo scavo interiore, ferite che non danno tregua a fronte di una memoria e realtà impietosa, che mette a nudo una realtà cinica e infamante, che arreca un inquietante disgusto per "la pletora di spine" da sopportare. S'intravvede una speranza per abbattere barriere e pregiudizi solo attraverso una catarsi purificatrice ...Plauso per i versi incalzanti ed incisivi.
I giudizi altrui tante volte annientano chi è più sensibile... sentirsi giudicati e additati non è per niente gradevole e non sempre è semplice reagire... sentirsi vittime non aiuta e la forza per reagire la si deve trovare dopo aver scavato a fondo nel proprio animo... versi che colpiscono per intensità e posso solo affermare che la sensibilità dell'Autore riesce sempre a coinvolgermi... complimenti
A volte i giudizi degli altri ci pesano più del dovuto o del consentito. Sono importanti? Dentro di noi la risposta è negativa, ma non sempre ci si comporta come si vorrebbe e tutto assume una certa valenza. Ottima riflessione... molto valida e assolutamente ben resa. Il poeta riesce sempre a scuoterci e a farci ragionare. Il mio elogio sincero.
"Quando si ferisce un cuore fidato" è il peggiore tradimento che si possa fare ed il "sentimento" che ne deriva è dolore... Se poi si aggiunge il giudizio crudele di quanti annaspano in un mondo che fa strazio dei suoi simili allora la questione è ancora più complicata ...in merito. Ma io sono tra quelli che ritengono faciloni e superficiali quelli che si permettono di giudicare gli altri e magari non si conoscono nemmeno loro ...medesimi. Versi come sempre incisivi e senza fronzoli, come il Autore ci ha oramai abituati.
Quanto può pesare il giudizio degli altri? Tanto a mio avviso se ci si viene giudicati da persone in cui crediamo molto e vogliamo bene, sicuramente molto meno da chi lo fa solo per il gusto di far male... una bella riflessione che certamente avrebbe bisogno di maggior dibattito. Complimenti al poeta
Strepitosa... e strepitosa perché esprime in pieno il sentire di un poeta che è nato già con il dolore dentro di se e non ci sono questioni e spiegazioni... il lutto dura per sempre... il lutto del poeta che muore e risorge continuamente
Un urlo per chi conosce un vero dolore che vorrebbe metabolizzare . Come quel verso " Silenzio chiedo, nel mio abbandono, supplico le voci che chiedono perché tacciano", che s'innalza come una supplica: essere lasciato in pace di fronte all'incapienza umana . La chiusa è di una grande forza.











