Notari (La bellezza della dizione)
In un tempo lontano ormai, distante,
quando dizione era assai importante,
risuonava la voce di Notari,
mentre leggeva tanti notiziari.
.
Quel tono chiaro, fermo, risoluto
nel commentare ciò ch’era accaduto
accomunava tutti gli Italiani,
con modelli linguistici ben sani.
C’era minor distanza forse, allora,
tra Milano e Palermo, mentre ora
l’assenza di dizione uniformata
ci porge una nazione più allungata.
Il non vedere, poi, la sua figura
rendeva ogni persona più sicura
nel concentrarsi sulle sue parole,
che entravan nelle orecchie come un sole.
(E chissà quante donne innamorate
furono di una voce che stregate
le aveva, come a volte ancor succede,
quando quel locutore non si vede!)
Ed i vantaggi che quel bel parlare
apportò non si possono negare:
più facile divenne comprensione,
e si tese a far meglio ogni altra azione.
(Dopo la guerra, che fu cosa sporca,
si gettò via bambino ed acqua sporca,
ed ora la pronuncia, trasandata,
par segno di nazione disgregata.)
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Umberto De Vita9 settembre 2016
Guido Notari: chi era costui? mi meraviglio data la mia età avanzata di non aver mai sentito questo nome e ovviamente neanche visto, forse non ricordo, ma sono convinto di non averlo né visto né sentito. Comunque la poesia m è piaciuta e ti ringrazio.
