Rancori
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Una lirica sofferta, che parla di sensazioni profonde, taglienti, inevitabili. Una voce che rincuora, ma al tempo stesso dà consapevolezza. La consapevolezza di un mondo che va inevitabilmente corrompendosi, di un animo che non può sfuggire il giogo del tempo. Ma in fondo in fondo un barlume di speranza, la "nenia" auspicata di un "Cuore di pioggia": lacrime di catarsi che aprono nuovi orizzonti, nuove consapevolezze. Ammirato e commosso. Complimenti vivissimi.

