Senza voce
Giovanni Monopoli
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Ombre si eclissano, il cuore si rifugia in petto
calcano le scene della vita offuscate dalla nebbia
tutto è emarginato nel vuoto più assoluto, gretto
e relegato in un cantone dalla cocente rabbia
Senza fil di voce resta quell’animo sperduto,
l’assenza della luce, la notte coi suoi tremori
proiettato nei cupi meandri della paura, i timori
tra quelle foglie spiegazzate d’un amor perduto
Senza voce mentre occhi urlano nel tenebroso
tra le ceneri di un mondo martoriato
ove le nude stelle si nascondono ai pianeti ombrosi
nello specchio riflettente d’un cielo appannato.
Bagnato ricordo incede d’un dì migliore
stinto ora negli attimi tra nenie tormentate
e senza voce resta quel richiamo interiore
tra le pareti dell’inconscio battuto e vinto.
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Giovanni Monopoli
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