Persano, primi anni Sessanta
Solo cento chilometri, ma allora
sembravan più di mille: spostamento
non era così facile, così
rapido come adesso; un altro mondo
si presentava agli occhi miei incantati,
che dopo un viaggio alquanto disagevole
potevano gustare differenze
piacevoli rispetto a tutto ciò
da cui m’ero per poco allontanato.
La campagna, la quiete, l’armonia,
il naturale ordine albergavano
in quel luogo senz’altro militare,
sì, ma d’aspetto mite, assai pacifico;
i chilometri cento, e forse più
erano gli anni che lo separavano
da quello che lasciato avevo a casa,
alle porte di Napoli: il progresso
degli usi, dei costumi, del dialetto
s’era come fermato al Settecento,
in quel connubio forse mai tornato
tra natura e cultura, quando l’uomo
aveva ricreato (ahinoi, per poco!)
una copia dell’eden sulla terra.
A casa del fratello di mio padre
e di sua moglie, con i miei cugini
scoprivo l’altra faccia della luna,
sempre la stessa in una parentela,
ma che si mostra solo per metà
dentro un’unica, singola famiglia.
Le galline, i conigli ed Angelino,
il vecchio cane obeso e quasi cieco,
comprender mi facevano che l’uomo
non è che una porzione dell’intera
popolazione della nostra terra,
e neppure, può darsi, la migliore.
Ogni tanto a te penso, mia Persano
di quegli anni a cavallo tra i Cinquanta
ed i Sessanta, e molto onestamente
riconoscere devo che se non
t’avessi conosciuta non sarei
adesso proprio uguale a come sono.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (3)
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D
Dorella Dignola11 settembre 2016
Tra coetanei, poco più, poco meno, ci si capisce. Hai fatto rivivere anche a me analoghe emozioni. Grazie per aver scritto quella bella poesia.
r
romeo cantoni11 settembre 2016
Ottima scrittura, come sempre ma anche questo è un racconto... l'incipit dell'ultima sestina è degno di nota ed è un verso di vera poesia... io la riscriverei partendo proprio da questo mirabile sussulto poetico...
Matilde Marcuzzo12 settembre 2016
incanto e grande prova d'autore... davvero bella composizione. bravo
