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Impressioni 11 settembre 2016 · lettura 2 min · 1688 letture

Persano, primi anni Sessanta

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Solo cento chilometri, ma allora sembravan più di mille: spostamento non era così facile, così rapido come adesso; un altro mondo si presentava agli occhi miei incantati, che dopo un viaggio alquanto disagevole potevano gustare differenze piacevoli rispetto a tutto ciò da cui m’ero per poco allontanato. La campagna, la quiete, l’armonia, il naturale ordine albergavano in quel luogo senz’altro militare, sì, ma d’aspetto mite, assai pacifico; i chilometri cento, e forse più erano gli anni che lo separavano da quello che lasciato avevo a casa, alle porte di Napoli: il progresso degli usi, dei costumi, del dialetto s’era come fermato al Settecento, in quel connubio forse mai tornato tra natura e cultura, quando l’uomo aveva ricreato (ahinoi, per poco!) una copia dell’eden sulla terra. A casa del fratello di mio padre e di sua moglie, con i miei cugini scoprivo l’altra faccia della luna, sempre la stessa in una parentela, ma che si mostra solo per metà dentro un’unica, singola famiglia. Le galline, i conigli ed Angelino, il vecchio cane obeso e quasi cieco, comprender mi facevano che l’uomo non è che una porzione dell’intera popolazione della nostra terra, e neppure, può darsi, la migliore. Ogni tanto a te penso, mia Persano di quegli anni a cavallo tra i Cinquanta ed i Sessanta, e molto onestamente riconoscere devo che se non t’avessi conosciuta non sarei adesso proprio uguale a come sono.
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Persano (cui ho dedicato anche un racconto in questo sito, "La mia Combray"), nel comune di Serre, a pochi chilometri da Paestum, era in quegli anni una zona militare (ora è in parte un’oasi WWF), dove mio zio lavorava come dipendente civile. I discendenti delle famiglie che allora vi abitavano, sparsi ormai in tutta Italia, hanno creato un bel sito per ricordare questo luogo ameno, "Persano nel Cuore", in cui talvolta scrive, da Bologna, anche mia cugina, Marisa Terracciano.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Dorella Dignola11 settembre 2016

Tra coetanei, poco più, poco meno, ci si capisce. Hai fatto rivivere anche a me analoghe emozioni. Grazie per aver scritto quella bella poesia.

r
romeo cantoni11 settembre 2016

Ottima scrittura, come sempre ma anche questo è un racconto... l'incipit dell'ultima sestina è degno di nota ed è un verso di vera poesia... io la riscriverei partendo proprio da questo mirabile sussulto poetico...

Matilde Marcuzzo12 settembre 2016

incanto e grande prova d'autore... davvero bella composizione. bravo