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Riflessioni 12 settembre 2016 · lettura 1 min · 1159 letture

Oniriche persone viventi

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Si spacciano per sogni lievi ma sono incubi ritagliati in fratture asmatiche nell'attesa di chiavi armoniche Si spacciano per orchi grassi ma sono sogni iniziati altalenanti e muti seguaci del male atavico Si spacciano per veri santi ma sono laceri empi di profumi saturi rimasti a macerar nel limbo Si credono mutanti e forti ma sono sterili alla sola notte addotti per poi morir come vampiri al sole Si vendono come droghe e alcolici iniettati in gonfie vene sono aghi fini e lucenti infilzati nelle delizie del tuo dolore
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(Foto da web - ritratto dell'artista ungherese Flóra Borsi-)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (6)

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zani carlo12 settembre 2016

Poesia che ritrovo un poco mia per quello che esprime... miscelando a piacere immagini reali e oniriche... appunto... forse è la vera dimensione che caratterizza la nostra esistenza.

Merlino12 settembre 2016

versi che dimostrano una padronanza linguistica non comune. La rabbia verso esseri che deturpano la dignità umana lerciandola con l'egoismo di chi si crede autonomo. Se l'uomo ricordasse che è essere sociale...

carla composto13 settembre 2016

quasi una denuncia ad esseri umani che di umano, a volte, hanno ben poco, versi incisivi che condivido in toto sempre attento il poeta a problemi sociali... elogio e stima

Pagu13 settembre 2016

Denuncia o riflessione? Poco importa perché il poeta scrive un testo forte, diretto, a tratti spiazzante e le sue immagini creano l'incubo di cui si parla. Grande stile... ma questa non è una novità, bensì una sicurezza.

Francesco Rossi13 settembre 2016

quando si leggono poesie in chiave di scrittura creativa il pensiero tende sempre a porre gli accenti sulle particolarita', e ben si destreggia l'autore in questo suo esercizio poetico di ottimo livello trovando originalita' nelle parole dimostrando come sottolinea merlino grande padronanza linguistica.

Rosanna Peruzzi17 settembre 2016

Poesia dalle "tinte forti" uso di lemmi inusuali a comporre un mosaico di foto per dipingere la mente perversa, volta ad infliggere per poi godere del dolore altrui. Stile molto apprezzato, pensiero condiviso