Il mio idolo
Fissai l'angolo laggiù,
quello della sua dimora,
al di fuori attesi ansioso,
osservando spesso l'ora.
Tutto sembrò magico,
anche quelle poche foglie,
mosse dal leggero vento,
che denuda le mie voglie.
Aspettai e la immaginai,
uscire da quel vicolo,
bella più che mai,
lei diventò il mio idolo.
Ondeggiò tra i capelli,
la sua mano mancina,
camminò come una dea,
col sorriso da bambina.
Lo sguardo di una donna,
sicura di se stessa,
indecisa nel vestirsi,
forte come una leonessa.
Venni avvolto interamente,
dal suo abbraccio protettivo,
fu l'unione delle labbra,
che mi fece sentir vivo.
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