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Introspezione 15 settembre 2016 · lettura 3 min · 842 letture

Elegia a una Sera settembrina

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Oh settembrina sera! E qui odo io i tuoi primi ciel di tue òïdi: e ùrlano i buoi, che nelle letàrgiche stalle dòrmono, e che quietamente si prepàrano all’ùltima fatìca per i campi; e forse lungi odo un rombàr di lampi, che non sarà che l’estrema Tempesta pe’ i rivi e la foresta. E adesso il vento lentamente solleva le tue foglie, colà, dove il mio occhio il tuo sguardo coglie, e poi si acquieta rumorosamente. Dalla campagna ascolto il soffio suo; e qui mi intenerisce èsule canto di ansie ànitre selvàtiche e di ròndini, e päùra il latràr di inquieti cani, che vèngono dai cascinàl lontani, e che forse hanno scôrto la romìta Ànima mia aggiràrsi pe’ i lor sogni dei cuori di una bestia. E presso un pino sur d’una ripa ascolto il beccaccino chiamàr la nidïàta a prènder scorte tra le rimaste paglie. E gli orizzonti tramòntano oltre i monti. Ombre! È il silenzio! Qua e là sento cantàr i negri corvi, lamèntano un idillio sepolcrale, e rovistando la terra, il rostro assale indefinite larve. E ancora un càn abbàïa feroce da cascina ignota, e poi a dormìr ei si trascina. Trascòrrono ore inquiete. Ma la sera tua, oh settembre, ne avrà addotto gli stormi alle sperate terre, o ai lidi informi del più lontano mare, o del deserto? Una bestia fors’anche scriverà al mio perplesso sguardo che è arrivata alla sua levantina sabbia ambrata? Mi illustrerà il torpore di una duna, e il gelo quando vièn la scialba Luna, e gli incensi del Bèrbero fugace, in una tenda tra i cammelli e i dàtteri? Ahimè! L’eco dei cani è la follia di un infantile sogno di fanciullo che sa che è giunta la Notte, con l’ìncubo di nuovo Autunno. Oh settembrina! oh settembrina sera! Rabbrividisco io al tuo respiràr freddo, tra un vano senso di gioia, e di tristezza, con la tua destra che qui mi accarezza, forse per dìrmi che non debbo avèr inquietùdine per te, e non temèrti, forse perché tu mi illuda per sempre, e portare l’oscuro dei tuoi boschi, eternamente spaventati e foschi, sulla mia guancia di càndida pelle; e mentre corri, balda tra le stelle, così mi chiedo: oh settembrina! oh settembrina sera! Vedrò io la pròssima mia Primavera?
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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