Ulrimo canto
In questa notte tiepida e stellata,
mentre le foglie cadono appassite
e la malinconia mi tien serrata,
vorrei coprir le guance mie arrossite.
Arranco tra macerie rovinose,
mi aggrappo ai rami spogli del mio viale
per sentire ancor voci melodiose
di grilli canterini e le cicale.
Nella caverna dove sola vivo,
c'è un lumicino acceso e il mio rossore
frantuma le pareti e tempestivo,
nell'ombra si nasconde per timore.
Nella mia terra rossa e insanguinata,
l'orma d'un piede lascia traccia chiara
del passo inesorabile e affondata,
non si cancellerà la vita amara.
Quando t'incontrerò sarai lontano,
e come in una morsa, stringerai
il mio cuore nel pugno d'una mano
e nei miei occhi ti confonderai.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
D
Tutte le opere →
L'autore
Dorella Dignola
Le mie attività sono molteplici: Scrivo poesia, libri, dipingo. I miei lavori sono stati più volte premiati nei concorsi vari ai quali ho partecipato e mi hanno fatto da sprone per tutto il tempo che ho fin qui vissuto. Ora sono anziana ma la passione ogni giorno mi avvince. Amo l'arte in tutte le sue forme ma quell
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi16 settembre 2016
ho letto con attenzione e ho compiuto esercizio nel suddividere la composizione in quartine e terzine, a parte la chiusa che ha molto di scrittura creativa il resto ha il sapore piacevole del sonetto. una bella prova. una bella poesia.
