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Introspezione 17 settembre 2016 · lettura 1 min · 1484 letture

Il peccato dei linguisti

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Peccato dei linguisti come me è quello di conoscere il valore soltanto di parola scritta o orale, e non delle altre forme di linguaggio: i gesti che rafforzano il messaggio, i sorrisi che ad esso danno sale, quegli occhi che vi aggiungono stupore, il tono che una voce porta in sé. E manca pur sovente a noi il coraggio di andare a esaminare quanto vale un alfabeto intimo del cuore che parla quella lingua che non c’è: perdiamo così spesso il meglio che ha l’anima inventato, quel calore che in superficie affiora, ascende, sale, dopo spontaneo, analfabeta viaggio.
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Il linguaggio non verbale, che è sempre presente in una conversazione, è forse tanto più difficile da cogliere e da decifrare quanto più si è padroni della lingua che si sta usando.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (5)

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Luisa Molinari17 settembre 2016

Il linguaggio del corpo rappresenta in gran parte il carattere della persona con la quale ci troviamo a conversare. La nostra gestualità dice parecchio di noi, basta saperla e volerla osservare.

Franca Merighi17 settembre 2016

Riflessione molto vera per una poesia scritta impeccabilmente, come sempre...

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Stello17 settembre 2016

Riflessione molto interessante e vera che interessa, in modo particolare, il "popolino" perché nelle classi sociali più alte è considerato quasi volgare il gesticolare o usare in modo "sconveniente" le mimiche facciali ed atteggiamenti rimarcati. Ma la nostra natura di noi italiani è quella. Molto piaciuta ed apprezzata.

Rosetta Sacchi18 settembre 2016

Conoscere semplicemente il valore della parola scritta o orale senza contaminazioni da parte di altre forme di linguaggio, è un peccato? Un Limite? A mio parere, è talvolta un bene quando accade che la purezza della lingua non viene arricchita da altre forme di linguaggio, ma ne risulta deturpata. Ed è un bene anche la mancanza di coraggio nell’andare “ ad esaminare quanto vale un alfabeto intimo del cuore”. Si potrebbe giungere alla scoperta di un calore che c’è solo all’apparenza, o di gesti forzati o di un sorriso simulato. In certi casi, quindi, meglio restare analfabeti. Una poesia introspettiva molto bella che fa riflettere e con delle ottime conclusioni. Molto apprezzata!

piera tola19 settembre 2016

La padronanza di linguaggio è un'attitudine che si ha oppure no, credo che possa viaggiare in simbiosi con il linguaggio non verbale indipendentemente dalla forma, perfetta o meno. Solo chi ti conosce a fondo, l'interlocutore può captare segnali di disaccordo o di perfetta armonia con lo stato interiore ed emotivo proprio... Si dice che gli occhi siano lo specchio dell'anima, però alle volte un ottimo oratore, può confondere lo stato reale del discorso distorcendolo dalla realtà. Si potrebbe aprire un capitolo di discussione su questo argomento interessante, questa poesia, tra l'altro molto bella, vista la categoria nella quale è stata pubblicata dall'autore, penso sia una sorta di domanda a se stesso...