I ballatoi abbandonati
Salvo Scamporrino
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Ballatoi sospesi appena,
nel vano tentativo di fuga, attendono
assolato raggio che intiepidisca i muri:
dedalo di viuzze tra stringimenti
e slarghi e silenzi oramai eterni.
Ingressi di case non più dimore
s’ostinano ad esistere
ed a resistere alla gramigna
che, crudele, li assale, ferendoli
nelle fenditure screpolate, insinuandosi
tra il bianco tufo e i nascondigli
di lucertole, sfregiandone l’aspetto:
mura che raccontano di vite vissute,
rughe di pietra scheggiata.
Non è più epoca di cortili,
né stagione d’immani fatiche, lavare
i panni, battuti sulla sciara liscia,
e sulle canne stesi ad asciugare:
attese a ritmi pigri d’un tempo perduto.
Purtroppo. Accudire le bestie
tra l’odor di foraggio e di sterco,
dormirci insieme: finalmente il riposo.
Ora è stagione di vecchiaia
che zoppica e traballa e vacilla;
è storia di vite semplici andate oltre,
abbandono al gusto agrodolce di ciò che fu:
offuscati ricordi che svaniranno
nelle memorie cancellate dell’eternità.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
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