La pioggia d’ottobre
Patrizia Ensoli
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Come un addio affidato e segreto
cantato piano in queste foglie cadute
sbiadite, nell’inchiostro di un dì.
Un addio silenzioso, personale e conciso
per pagare un riscatto, sfuggito forse al mio sogno
sciocco, come un grillo d’estate.
Il lungo sonno d’inverno, il vento le sue nubi
le chiome dei platani scarne, discrete
lungo il viale del silenzio che segue la sera.
Senza più fiori di boccio, piange una luna notturna
le sue perle gelate sull’azzurro domani
dove io ho spostato le stelle: ché non cadano al suolo
per un desiderio concreto, sfumato poi in una scia di fuoco.
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Commenti (1)
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Giovanni Ghione22 settembre 2016
Sono versi dipinti da una magica mano che ha sfiorato la pioggia d'ottobre e ha scovato il segreto delle foglie per raggiungere il vento d'inverno e in una mirabile metafora così dipinta sfuma tra le stelle del divenire un desiderio concreto. Sono versi che pulsano come il cuore!

