La lexis del dopo
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Prima ancora di scriverla, la poesia si vive e non ha nulla da insegnare, non domanda senso a chi poi dopo la leggerà, ma, credo, demandi ad altre sensibilità ad un ascolto che prescinda da elocuzioni, contempli la traccia lasciata dall'inchiostro, spauri come un agguato, stupisca come un lampo improvviso, scandalizzi fuori dagli schemi, ma anche dentro gli stessi, ma a saperlo dire l'indicibile.
Non ero abituato a leggere la poetessa Lia in questa veste poetica, ovvero i Suoi testi erano sempre composti in versi liberi, ora questo sonetto perfetto è per me un'autentica sorpresa, tanto più che si è esibita con delle rime di difficile impresa essendo inerenti al tema molto profondo e di non facile scelta. Complimenti all'Autrice sempre più brava.
